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Recensioni: Bugiardi in Rete
Class action contro recensioni fasulle
07/08/2012.
Da un po' ho attivato gli aggiornamenti della pagina FB del prof. Francesco Venier di Trieste, docente universitario, che, personalmente, stimo per il suo lavoro e per i valori che lo ispirano.
Venerdì 3 Francesco Venier posta sulla sua bacheca questo stato:
"Class action contro le recensioni online. I ristoratori hanno ragione. Recensire un ristorante richiede un minimo di competenza. A volte ho seguito i consigli letti su Tripadvisor (che per gli hotel funziona) e male me ne incolse. W le guide scritte da chi sa Cosa dice e cos'è la qualità. Che ne pensate?" con allegato l'articolo pubblicato lo stesso giorno su "Il Corriere della sera" (foto gallery 001 ). 
Già il 24 maggio "L'Espresso" aveva lanciato l'allarme pubblicando l'articolo "Bugiardi Digitali" dove Alessandro Longo fa un'analisi della situazione generale e dichiara: "La Federalberghi combatte da tempo contro Tripadvisor, finita peraltro nel mirino delle autorità francesi e britanniche al pari di altri siti, come Expedia e Hotels.com. Tutti e tre sono stati condannati dal Tribunale di Parigi a pagare una multa di 430mila euro al sindacato di ristoratori e albergatori, a fine 2011".
Dall'articolo di Alessandra Mangiarotti pubblicato sul Corriere emerge una realtà italiana già attivata a fare la guerra a questi portali di improvvisati recensori, la FIPE è scesa in campo rappresentata da Aldo Cursano vicepresidente nazionale e presidente regionale Toscana, tanto da attivare una pagina Facebook specifica.
Non condividiamo, come portale, la filosofia di questi siti recensori molto empirici, crediamo che la recensione debba essere rilasciata da persone competenti non da più o meno occasionali avventori condizionabili da una serie di variabili che nulla hanno a che fare con le virtù o non virtù del locale, della cucina, del servizio.
 
Non credo che tripadvisor abbia algoritmi così sofisticati da rilevare andamenti tanto bizzarri, certo che la pubblicazione di tante recensioni in uno stesso giorno fa pensare più ad una specie di "attività" che non ad un'espressione di riscontro immediato come accade spesso su questo portale.
La considerazione finale che mi sento di fare riguarda non semplicemente le strutture, i portali, che ospitano servizi talmente empirici che, alla fine, non sono al servizio di nessuno ma riguarda anche tutti i ristoratori o chiunque altro ricorra a questi mezzucci per imbrogliare il Cliente credendo di patrimonializzare un'impresa. 
Queste basse azioni non fanno patrimonio, minano le fondamenta non solo alla singola impresa ma all'intero sistema; i valori che costituiscono patrimonio aziendale sono altri: in modo specifico, quando si tratta di food, sono le materie prime di alta qualità chiaramente dichiarate e rintracciabili, creatività e maestria nell'abbinare i gusti, grande conoscenza dei territori, il proprio e quelli nazionali, con cui interagire e il coraggio di confrontarsi onestamente con Clienti e Colleghi, non con immaginarie recensioni.
piede